Learn with Lillo: Ski Line 360 (SLO)

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Learn with Lillo: Ski Line 360 (SLO)

Con questo articolo diamo il via a una nuova rubrica: Learn with Lillo. L’idea consiste nello scegliere una figura e analizzarla a fondo. Non solo spiegarla, ma capirla per quello che è, entrando nei dettagli che fanno la differenza in acqua, proprio come se fossi in barca con noi al Jolly Ski.

A guidarci sarà Nicholas Benatti, conosciuto nel mondo dello sci nautico anche come Lillo, coach al Jolly Ski e atleta della Nazionale. Per dare un’idea del suo livello, ha conquistato due argenti e un bronzo agli Europei Open e un argento ai World Games. Oltre ad aver vinto innumerevoli Campionati Italiani, è stato il detentore del record italiano di figure ed è entrato in tre finali mondiali. Un palmarès che parla da solo.

Affronteremo questa rubrica sempre partendo da un caso concreto e studiando i movimenti nel dettaglio. In questo primo episodio parliamo dello Ski Line 360, visto attraverso l’esecuzione di Edoardo La Malfa, atleta del Jolly Ski e membro della Nazionale italiana U21.

La figura

Lo ski line 360, codice SLO (Ski Line O) è una figura che si esegue durante il passaggio in mano-mano, di media difficoltà. E se conosci come funzionano le figure nel nostro sport, sai già che non esistono mezze misure: o la fai bene, e quindi totalizzi 400 punti, oppure è zero.

Ma in cosa consiste davvero questo trick? SLO fa parte della famiglia degli ski line: in queste figure lo sciatore esegue una rotazione piana o in salto mortale saltando sopra la corda di traino ma assicurandosi che essa non tocchi l’acqua durante la rotazione. Queste figure richiedono molta coordinazione, combinando in un unico gesto avanzamento verso la barca, stacco e rotazione per ottenere il punteggio debito.

C’è poi una componente tecnica che segna un vero cambio rispetto a ski line più semplici. Nello SLO infatti si passa sopra la corda con la coda dello sci, e non con la punta. Un aspetto che inizialmente può creare difficoltà, ma che è fondamentale per evolvere verso trick più avanzati.

Dove inserirla e cosa la rende difficile

All’interno di una run, SLO è una figura estremamente intelligente. Quando è solida diventa perfetta come transizione, ad esempio dopo una serie di flip, per accompagnare il passaggio verso le ultime figure senza spezzare il ritmo. Ma quando la si sta ancora imparando, il consiglio di Nicholas è di metterla all’inizio per avere più energia ed essere più lucidi nell’esecuzione.

Sono tre gli elementi che devono lavorare insieme nello SLO: allungamento, piegamento e tiro. Il tiro è proprio il momento chiave. Deve essere completato quando il corpo è ancora raccolto; se si anticipa la distensione delle gambe, lo sci stacca troppo presto e tutto diventa più difficile. Si rischia così di perdere controllo e, spesso, di cadere.

Errori, dettagli e costruzione del movimento

In fase di apprendimento, Nicholas suggerisce di lavorare fuori onda: provare il gesto “strisciando”, concentrarsi sull’avanzamento e sul superamento della corda tramite la coda. Solo dopo si può provare a lavorare direttamente verso l’onda. L’errore più comune nello SLO, specialmente agli inizi e quello che costa direttamente il punteggio, è il pre-turn. In pratica, iniziare a ruotare prima che lo sci si stacchi dall’acqua. Sebbene sia spesso una diretta conseguenza del lavoro di apprendimento fuori dall’onda citato in precedenza, è importante riconoscere presto questa tendenza ed evitare che diventi assimilata.

Un passaggio chiave di questa figura è l’arrivo al tiro già raccolti, completarlo bene e solo dopo spingere verso l’alto. Da lì parte la rotazione, accompagnata dal lavoro delle braccia che facilita il passaggio dello sci sopra la corda. Come tutte le figure, anche lo SLO necessita di molte ripetizioni per automatizzarne le varie gesta.

Ed è proprio sulla costruzione dei movimenti e sulle ripetizioni che Nicholas insiste molto, anche nel modo in cui vive lui la figura oggi:

“Ormai SLO è una figura che non mi mette più in difficoltà, ma la cosa complicata è farla nel modo giusto per collegarla bene alla successiva. Se hai fretta di velocizzare la run, è lì che rischi di perdere coordinazione e connessione con la barca.”

La prospettiva di Edoardo

Guardando i frame di Edoardo, si capisce subito cosa significa eseguire una figura correttamente e con fiducia. Gran parte del merito sta nella sua mobilità delle anche, che gli permette di scendere molto con le gambe restando centrale, senza perdere il contatto con il bilancino. È un dettaglio enorme: tanti atleti infatti cercano di piegarsi di più e finiscono sulla gamba dietro, per poi tentare di correggersi durante il movimento.

Nel suo caso, invece, tutto rimane pulito e continuo. Non stupisce che sia una delle figure più riuscite del suo programma. Le sue sensazioni sono molto chiare:

“Quando riesco a combinare bene il timing e l’intensità del tiro, mi sento più connesso con la barca.”

E ancora:

“SLO è la figura più sicura che ho nel programma, posso farla in qualsiasi condizione e sono sicuro al 99% di atterrare perfettamente.”

Non è stato immediato arrivarci. Edoardo racconta che all’inizio la difficoltà principale è stata proprio capire quando e quanto tirare, lavorando molto anche fuori dall’acqua e studiando i video di chi la eseguiva già bene. Oggi però quella base è diventata qualcosa di più, è un punto fermo e, soprattutto, una porta aperta verso il passo successivo: lo ski line 540 back (SL5B).  

Vuoi imparare anche tu SLO o altre figure dove magari stai avendo difficoltà? Passa da noi per qualche allenamento! Al di là del nostro staff, Nicholas è spesso presente alla mattina per aiutare altri figurinisti a sbloccare il loro programma di figure verso nuovi punteggi.

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